
Torino, la crisi spinge verso l'affitto
Minore disponibilità delle banche, l’impossibilità di pagare le rate del mutuo, il divorzio o la separazione: le cause che spingono a tornare in affitto: la fotografia del primo osservatorio sui prezzi degli immobili del capoluogo, di Fiaip
2 marzo 2009
TORINO - Chi compra le case di lusso di Torino? I calciatori, a quanto pare. È solo una curiosità, ma la ricerca è serissima ed è stata presentata al convengo ''Torino e la casa. Fotografia del mercato residenziale'', realizzato dalla redazione di PiùCase, con l'analisi del lavoro di 150 agenzie immobiliari.
Se il mercato residenziale italiano ha chiuso l"anno 2008 con una lieve contrazione dei prezzi e delle compravendite, soprattutto nelle grandi metropoli e nei capoluoghi di provincia, anche il mercato residenziale di Torino ha dimostrato di essere in fase di rallentamento rispetto all’anno passato. ''Domande e compravendite hanno registrato una contrazione, ma solo nelle aree semicentrali e periferiche della città - si è affermato durante l’incontro – mentre sono rimaste stabili nel centro e nelle zone di pregio. La motivazione che determina la scelta della zona è la tranquillità e la sicurezza: le richieste sono allora maggiori nel centro città dove si pensa siano soddisfatte”.
Ma chi cerca casa a Torino? Sono in genere coppie, sposate o conviventi, dai 30 ai 50 anni, che svolgono prevalentemente un lavoro dipendente (impiegati 75%), con a disposizione un budget che oscilla fra i 120 mila e i 310 mila euro. L’affitto è tornato ad essere una modalità richiesta, soprattutto per bilocali e trilocali, sia per famiglie e coppie che single, studenti e lavoratori di transito. Il budget medio a disposizione: dai 430 ai 575 euro. Il motivo dell’affitto: la minore disponibilità delle banche a erogare mutui o la necessità di chi deve vendere la casa e torna in affitto per l’impossibilità di pagare le rate del mutuo. Anche divorziati e separati spesso cercano un nuovo alloggio in affitto, soprattutto monolocali.
La seconda casa si acquista invece principalmente in città: per investimento e per metterla a reddito, affittandola. Chi la cerca ha in genere fra i 47 e i 61 anni, sono coppie (sposate o conviventi), e prevalentemente liberi professionisti o pensionati. Nessuna difficoltà, infine per gli immobili di lusso, per i quali gli acquirenti (professionisti, imprenditori e calciatori) spendono cifre considerevoli, anche oltre il milione di euro. Prediligono grandi spazi (oltre i 150 mq), stabili d’epoca con affreschi, e soffitti a cassettoni. A proposito della ricerca, l’assessore comunale alla Casa Roberto Tricarico ha affermato: ''E’ un lavoro importante.
Il primo dato evidenziato è: comprare casa a Torino è conveniente, sia per la solidità degli operatori sia per il valore degli immobili, che è ancora alla portata dello stipendio'. ''La qualità della vita a Torino è migliore rispetto ad altre città, soprattutto dopo le Olimpiadi – ha proseguito. ''Dal 2007 al 2008, la nostra città ha visto un aumento della popolazione da 908.000 abitanti a 909.000'' . Mille in più sembrano pochi, ma non se si pensa agli anni in cui la comunità del capoluogo da oltre 1 milione e 200 si era ridotta a 900.000 per una migrazione verso la cintura, dove si costruiva ed era meno costosa. Oggi, ha concluso Tricarico, grazie alle riqualificazioni di molte zone anche periferiche, Torino offre un mercato immobiliare conveniente, anche per i giovani. (rf)
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